Lo avevamo detto più volte e ripetutamente, in campagna elettorale, in incontri pubblici ed infine da minoranza in Consiglio Comunale, che ampliare il servizio di raccolta differenziata su tutto il territorio non era la priorità, per il raggiungimento degli obbiettivi del limite del 65% previsto dalla normativa. Noi avevamo indicato come soluzione prioritaria la massima attenzione su quello che paradossalmente è il buco nero della Raccolta Differenziata, il Centro di Raccolta dei Rifiuti. Il Centro di Raccolta, che dovrebbe essere un luogo alternativo e di potenziamento del servizio porta a porta dei rifiuti differenziati sul territorio, è invece il luogo dove il conferimento di rifiuti indifferenziati edingombranti crescono a dismisura, vanificando il lavoro a volte anche oneroso per tempo e spazio
disponibile delle utenze domestiche e di quelle attività produttive attente alla differenziazione. A tutti è noto infatti l’andirivieni di mezzi pesanti e furgoni di ogni tipo, stracolmi di materiale indifferenziato, che entrano ed escono dal Centro di Raccolta. Chi di noi non li ha mai visti???
Rinnoviamo allora i suggerimenti:
- porre la massima attenzione ai conferimenti che avvengono al Centro di Raccolta, negando
possibilmente il conferimento degli indifferenziati od ai grandi quantitativi degli stessi;
- promuovere e sviluppare iniziative mirate di raccolta dei rifiuti per le utenze non domestiche
incentivando e premiando la raccolta differenziata alla fonte;
- programmare verifiche e controlli sulle superfici dichiarate delle utenze non domestiche dei grandi produttori di rifiuti sul nostro territorio.
Vorremmo insomma che si avviasse un cammino attento e ponderato sulla possibilità di determinare un sistema di rilevamento ed applicazione di tariffa puntuale basata sul principio proporzionale di chi inquina, paga. A dimostrazione di ciò, i dati raccolti e pubblicati a cura dell’Assessore all’Ecologia, su “Una Finestra sull’Amministrazione” del Dicembre 2015, sono chiari ed espliciti, si è passati dal 58,6% del 2014 al 62,9% del 2015, lontani dalla soglia del 65% percentuale quest’ultima, che
avrebbe consentito di risparmiare le quote sanzionatorie della Provincia, e conseguentemente ridotto, in senso più generale, gli oneri sullo smaltimento dei rifiuti non differenziati. Non aver centrato
l’obbiettivo a due anni dal mandato, la dice lunga sulla capacità, conoscenza e gestione dei servizi e di come governarli. Ascoltate ed applicare i suggerimenti…...
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