sabato 25 giugno 2016

 Consiglio Comunale del 07.06.2016
“Società per la gestione del servizio idrico integrato – Approvazione degli schemi dello statuto, dell’accordo ai sensi dell’articolo 15 della legge n. 241/1990 e del regolamento sul funzionamento del comitato di indirizzo e di controllo”.
 Nel merito del punto all’ordine del giorno, anticipiamo già il nostro voto contrario, e le motivazioni che lo sostengono sono più di uno.
 1)      Oggi con l’approvazione di questi documenti si sta spazzando via l’Esperienza che la Comunità di Pozzolengo, congiuntamente alle Comunità della sponda Bresciana del Lago di Garda hanno maturato in più di quarant’anni, attraverso la nostra Società di Servizi, prima, nell’attività di disinquinamento del Lago e conseguentemente nel farlo divenire il bacino più grande di Europa di acqua potabile, ed allo stesso tempo quest’opera virtuosa ha consentito di essere volano concreto per strati diffusi e variegati dell’economia locale. L’immagine che oggi il Lago di Garda restituisce è quella positiva di una intera comunità impegnata per la tutela dell’Ambiente e del Territorio, riconosciuta in Italia ed in Europa;
2)      L’acqua, come quella del Lago, ha rappresentato per queste comunità il vero collante, per un unione di fatto, che le ha tenute compatte e forti. Già in passato, quando con la L.R.  26/2003, è stato introdotto l’Ambito Territoriale Ottimale che avrebbe dovuto coincidere con la  Provincia di Brescia, la determinazione e la volontà delle comunità gardesane, con l’ausilio della legislazione ancora  vigente, hanno fatto sì che la Provincia di Brescia, tramite il suo Ufficio d’Ambito e Regione Lombardia, riconoscessero la specificità idrografica e dimensionale del nostro territorio, individuando allo scopo un Sub Ambito Gardesano, ed affidando la gestione unitaria, attraverso un contratto stipulato nel 2007 e valido 25 anni, alla Società di riferimento denominata Garda Uno;
3)      L’art. 147, comma 2, lett. b) del D.Lgs 152/2006, introducendo l’unicità della gestione, a nostro avviso, avrebbe rafforzato la posizione di convergere in modo spedito verso un Ambito tutto gardesano, già caratterizzato dai principi enunciati nello stesso articolo ai punti a) e c), ovvero rispettivamente “unità del bacino idrografico, localizzazione delle risorse ect..” e “dell’adeguatezza delle dimensioni gestionali, definiti sulla base di parametri fisici demografici e tecnici”. Insomma, se si fosse voluto fortemente, così come accadde nel 2006 e 2007 e come sembrava profilarsi sino all’inizio del 2015, si sarebbe potuto tendere  in modo concreto ad una gestione unica dell’Ambito Gardesano;
4)      Infine, una scelta possibile, anche se i nostri auspici sono stati appena dichiarati nei punti sopra detti, poteva essere quella di proseguire nell’affidamento del Servizio, uniti e compatti nella compagine attuale, sino al 2031, così come previsto e individuato all’art. 172 del D.Lgs 152/2006, dal titolo “Gestioni esistenti”. Esattamente come oggi accadrà per le comunità gestite da altri e che entreranno a far parte del gestore unico solo a scadenza del contratto di affidamento, con gli stessi diritti e doveri, di chi  entrerà oggi;
5)      Siamo contrari alle scelte operate, prima dal Consiglio di Amministrazione dell’Ufficio d’Ambito di Brescia e poi dalla Provincia di Brescia che rispettivamente con proprie deliberazioni hanno determinato quale forma di gestione del Servizio Idrico Integrato (SII), la Società di Capitale Mista. Le motivazioni della nostra contrarietà risiede nel non rispetto da parte di questi Enti della volontà degli Italiani, che con  il Referendum del 12 e 13 giugno del 2011, avevano deciso, senza se e senza ma, che l’Acqua dovesse essere gestita in modo pubblico. Ed a poco servono le giustificazioni o l’arrampicarsi sugli specchi, motivando che la scelta effettuata è consentita, in vacanza di una legge nazionale di riferimento dopo l’abrogazione referendaria, alla normativa europea, che consente tra le tipologie di affidamento, oltre che l’affidamento “in house”, anche altre forme di affidamento tra cui quella della società mista (pubblico – privato). Di tutte quante le scelte fosse stato possibile attingere dalla normativa europea, gli italiani non avevano avuto dubbi, la gestione doveva rimanere esclusivamente pubblica;
6)      Vorremmo poi sapere il perché in Regione Lombardia dieci provincie su dodici, escluse proprio Brescia e Mantova, abbiano poi affidato il Servizio Idrico Integrato ad un Gestore totalmente pubblico. Sono forse tutte fuori strada o hanno semplicemente rispettato una volontà popolare? Queste stesse Società hanno poi, da quanto è possibile conoscere dalla stampa, cominciato un cammino comune, per accedere al credito ed a finanziamenti mirati,  da destinare agli investimenti,  aggregandosi in una alleanza detta proprio “Water Alliance”, e questo in risposta a chi motiva la necessità che nella compagine bresciana ci sia bisogno di un indispensabile socio privato capace di intervenire economicamente e beneficamente nella Società Mista;
7)      Inutile anche entrare nel merito dei documenti, quando è a monte che le decisioni che oggi ci si chiede di avallare non corrispondono secondo noi alla migliore valorizzazione del nostro patrimonio, e della nostra esperienza. Basta verificare i dati della maglia nera che la provincia di Brescia esprime nelle procedure di infrazione comunitaria n.2014/2059, e controllare a quali agglomerati corrispondono le criticità per quanto riguarda segmenti di fognatura e depurazione, ed a quali gestori corrispondono quei territori, ed immediatamente ci si rende conto del valore aggiunto che le comunità del Garda hanno rappresentato nella gestione del Sistema Idrico Integrato;
 
Confermiamo il nostro voto contrario espresso in premessa ed invitiamo il Sindaco e la Giunta a vigilare, ma soprattutto a promuovere, in seno alla costituenda e transitoria società pubblica che sta nascendo,  ed attraverso gli strumenti messi loro a disposizione, affinché si possa:
-          avere un congruo tempo a disposizione affinché si consolidi l’esperienza di unificazione delle realtà completamente pubbliche oggi presenti, senza avere la spada di Damocle sul collo, nel prevedere una data così stringente “ il 31/12/2018”, per poter procedere all’individuazione del socio privato;
-          di mettere in atto, in questo tempo transitorio, tutto quanto necessario, in seno al costituendo Comitato di Indirizzo e di Controllo ed  al suo Comitato Ristretto, per ritornare in Conferenza dei Comuni dell’ATO e promuovere un ripensamento sulla scelta della forma di gestione, ed allinearsi alle altre province della Regione Lombardia, con il mantenimento in essere della Società Pubblica che con questo voto nascerà.
 
 
  I Consiglieri Comunali di
“Pozzolengo Terra e Futuro”

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