“Società per la gestione del servizio idrico integrato –
Approvazione degli schemi dello statuto, dell’accordo ai sensi dell’articolo 15
della legge n. 241/1990 e del regolamento sul funzionamento del comitato di
indirizzo e di controllo”.
2)
L’acqua, come quella del Lago, ha rappresentato per
queste comunità il vero collante, per un unione di fatto, che le ha tenute
compatte e forti. Già in passato, quando con la L.R. 26/2003, è stato introdotto l’Ambito
Territoriale Ottimale che avrebbe dovuto coincidere con la Provincia di Brescia, la determinazione e la
volontà delle comunità gardesane, con l’ausilio della legislazione ancora vigente, hanno fatto sì che la Provincia di
Brescia, tramite il suo Ufficio d’Ambito e Regione Lombardia, riconoscessero la
specificità idrografica e dimensionale del nostro territorio, individuando allo
scopo un Sub Ambito Gardesano, ed affidando la gestione unitaria, attraverso un
contratto stipulato nel 2007 e valido 25 anni, alla Società di riferimento
denominata Garda Uno;
3)
L’art. 147, comma 2, lett. b) del D.Lgs 152/2006,
introducendo l’unicità della gestione, a nostro avviso, avrebbe rafforzato la
posizione di convergere in modo spedito verso un Ambito tutto gardesano, già
caratterizzato dai principi enunciati nello stesso articolo ai punti a) e c),
ovvero rispettivamente “unità del bacino idrografico, localizzazione delle
risorse ect..” e “dell’adeguatezza delle dimensioni gestionali, definiti
sulla base di parametri fisici demografici e tecnici”. Insomma, se si fosse
voluto fortemente, così come accadde nel 2006 e 2007 e come sembrava profilarsi
sino all’inizio del 2015, si sarebbe potuto tendere in modo concreto ad una gestione unica
dell’Ambito Gardesano;
4)
Infine, una scelta possibile, anche se i nostri auspici
sono stati appena dichiarati nei punti sopra detti, poteva essere quella di
proseguire nell’affidamento del Servizio, uniti e compatti nella compagine
attuale, sino al 2031, così come previsto e individuato all’art. 172 del D.Lgs
152/2006, dal titolo “Gestioni esistenti”. Esattamente come oggi accadrà per le
comunità gestite da altri e che entreranno a far parte del gestore unico solo a
scadenza del contratto di affidamento, con gli stessi diritti e doveri, di
chi entrerà oggi;
5)
Siamo contrari alle scelte operate, prima dal Consiglio
di Amministrazione dell’Ufficio d’Ambito di Brescia e poi dalla Provincia di
Brescia che rispettivamente con proprie deliberazioni hanno determinato quale
forma di gestione del Servizio Idrico Integrato (SII), la Società di Capitale
Mista. Le motivazioni della nostra contrarietà risiede nel non rispetto da
parte di questi Enti della volontà degli Italiani, che con il Referendum del 12 e 13 giugno del 2011,
avevano deciso, senza se e senza ma, che l’Acqua dovesse essere gestita in modo
pubblico. Ed a poco servono le giustificazioni o l’arrampicarsi sugli specchi,
motivando che la scelta effettuata è consentita, in vacanza di una legge
nazionale di riferimento dopo l’abrogazione referendaria, alla normativa
europea, che consente tra le tipologie di affidamento, oltre che l’affidamento
“in house”, anche altre forme di affidamento tra cui quella della società mista
(pubblico – privato). Di tutte quante le scelte fosse stato possibile attingere
dalla normativa europea, gli italiani non avevano avuto dubbi, la gestione
doveva rimanere esclusivamente pubblica;
6)
Vorremmo poi sapere il perché in Regione Lombardia
dieci provincie su dodici, escluse proprio Brescia e Mantova, abbiano poi
affidato il Servizio Idrico Integrato ad un Gestore totalmente pubblico. Sono
forse tutte fuori strada o hanno semplicemente rispettato una volontà popolare?
Queste stesse Società hanno poi, da quanto è possibile conoscere dalla stampa,
cominciato un cammino comune, per accedere al credito ed a finanziamenti
mirati, da destinare agli
investimenti, aggregandosi in una
alleanza detta proprio “Water Alliance”, e questo in risposta a chi
motiva la necessità che nella compagine bresciana ci sia bisogno di un
indispensabile socio privato capace di intervenire economicamente e
beneficamente nella Società Mista;
7)
Inutile anche entrare nel merito dei documenti, quando
è a monte che le decisioni che oggi ci si chiede di avallare non corrispondono
secondo noi alla migliore valorizzazione del nostro patrimonio, e della nostra
esperienza. Basta verificare i dati della maglia nera che la provincia di
Brescia esprime nelle procedure di infrazione comunitaria n.2014/2059, e
controllare a quali agglomerati corrispondono le criticità per quanto riguarda
segmenti di fognatura e depurazione, ed a quali gestori corrispondono quei
territori, ed immediatamente ci si rende conto del valore aggiunto che le comunità
del Garda hanno rappresentato nella gestione del Sistema Idrico Integrato;
Confermiamo il nostro voto contrario espresso in premessa
ed invitiamo il Sindaco e la Giunta a vigilare, ma soprattutto a promuovere, in
seno alla costituenda e transitoria società pubblica che sta nascendo, ed attraverso gli strumenti messi loro a
disposizione, affinché si possa:
-
avere un congruo tempo a disposizione affinché si
consolidi l’esperienza di unificazione delle realtà completamente pubbliche
oggi presenti, senza avere la spada di Damocle sul collo, nel prevedere una
data così stringente “ il 31/12/2018”, per poter procedere all’individuazione
del socio privato;
-
di mettere in atto, in questo tempo transitorio, tutto
quanto necessario, in seno al costituendo Comitato di Indirizzo e di Controllo
ed al suo Comitato Ristretto, per
ritornare in Conferenza dei Comuni dell’ATO e promuovere un ripensamento sulla
scelta della forma di gestione, ed allinearsi alle altre province della Regione
Lombardia, con il mantenimento in essere della Società Pubblica che con questo
voto nascerà.
I Consiglieri
Comunali di
“Pozzolengo Terra e Futuro”

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