Se fare
politica con la “P” maiuscola è la capacità di avere idee, visioni e
prospettive a medio e lungo termine in grado di creare una crescita dell’intera
comunità nel campo sociale, culturale, economico, la stessa deve
necessariamente PRE-VEDERE ed INDICARE in modo chiaro gli OBIETTIVI e
determinare le AZIONI da mettere in campo per PROGRAMMARE E PIANIFICARE tutto
quanto necessario per la sua ATTUAZIO-NE.
Se la
politica, si fa interprete ed ha l’ambizione di guidare una crescita sociale
seria, democratica e sostenibi-le, deve oltre ad avere le IDEE CHIARE, farsi
PROMOTORE e CONCERTARE con gli altri attori istituzio-nali tutto quanto
consenta di dotarsi di STRUMENTI e RISORSE per raggiungere gli obiettivi
PREFISSATI.
La politica,
per far ciò, deve dotarsi di un struttura Tecnico – Amministrativa, capace
di tradurre con effi-cienza, efficacia e economicità i DESIDERI e BISOGNI
dell’intera comunità.
Proprio su
questi elementi vorremmo qui esprimere la nostra critica costruttiva (…
troppe volte, ed immotiva-tamente, siamo stati tacciati di fare critiche solo
distruttive e per partito preso …).
Noi pensiamo,
che una comunità come quella di Pozzolengo, abbia la necessità di uscire
dall’isolamento nella quale volontariamente in questi anni si è chiusa, per
aprirsi ad un confronto politico con le altre comunità del nostro territorio,
per affrontare congiuntamente le criticità comuni e che singolarmente non
si riescono ad af-frontare.
C’è la
necessità per le comunità di fare rete, di affrontare in termini sistemici i
problemi, strette in alleanza, quale metodo capace di produrre cambiamento e
possibilità concreta, che altrimenti non saranno mai.
Noi vorremmo
che fossero meglio indagate, verificate ed attuate le norme ( Europee,
Nazionali e Regionali), che sostengono economicamente, le gestione
associate delle funzioni fondamentali dei comuni con altri enti.
In tal modo è
possibile la costituzione di strutture logistiche comuni, che forniscano, con
più efficienza, effi-cacia ed economicità servizi ai cittadini.
Potrebbero,
tali strutture operative, restituire un ruolo più incisivo e maggiormente
professionale agli stessi funzionari pubblici, con maggiore autonomia, nel
solco della separazione e distinzione dei ruoli, tra indirizzo politico e di
gestione amministrativa, a volte disatteso ed indubbiamente non auspicabile.
L’inerzia
politica di questi
ultimi anni nulla ha fatto in questa direzione.
Alcuni esempi:
Settore
Amministrativo: Pozzolengo
non può più contare su una figura stabile qual’é quella del Segreta-rio
Comunale ormai dal maggio del 2014, data in cui si è volontariamente usciti
dalla convenzione di segreteria comunale, con cui si condivideva tale
professionalità, a costi ripartiti con altri comuni. Dal maggio 2014 e sino ad
oggi si sono alternati molti Segretari, per brevi periodi, che non ha
consentito di avere un riferimento che potesse guidare con continuità l’operato
dei vari uffici del comune, produ-cendo a nostro avviso inevitabili incertezze.
Settore
Finanziario: da
molto tempo si sapeva che l’ufficio del responsabile del settore finanziario
sareb-be rimasto vacante, a cui si sarebbe potuto PRE-FIGURARE come affrontare
e risolvere l’avvicenda-mento in un ufficio anch’esso strategico. Secondo noi
la questione sarebbe potuta essere risolta in pri-ma istanza con una continuità
interna, viste le professionalità già disponibili del nostro ente, e allo
stesso tempo verificare la possibilità come detto di alleanze con altri enti
vicini, per lavorare sulla co-stituzione di uffici consortili meglio
organizzati e strutturati, avvalendosi dei finanziamenti previsti dal legislatore.
Sarebbe bastato nell’attesa di rimodulare, riorganizzare e modificare gli
attuali uffici capa-ci di rispondere ad un naturale e semplice avvicendamento.
Invece abbiamo assistito al prolificare di incarichi professionali ESTERNI per
affrontare la situazione. Il risultato è che oggi, il Comune di Pozzolengo ha
un RESPONSABILE dell’ufficio ESTERNO, per solo otto ore a settimana.
L’iner-zia di cui si parlava ha costretto il Sindaco ad assumere la carica come
responsabile, per un breve pe-riodo, in totale contrasto con la necessaria
distinzione e separazione dei ruoli previsti dalle norme.
Sicurezza e
Vigilanza: anche in
questo caso, lontane sono le sinergie e convenzioni con altri enti vicini
per unire le
forze e sopperire alle poche risorse umane disponibili. Dotarsi di un strumento
consortile di polizia locale è una necessità impellente, questo consentirebbe
di non avere periodi di totale assenza di essa.
Territorio
ed Ambiente: Anche
qui notiamo la mancanza di lungimiranza e guida ad affrontare temati-che al
contempo di tutela e crescita del territorio. Una vera strategia di azione e di
sviluppo del territo-rio passa attraverso la condivisione di informazioni, di
intenti, di crescita e pianificazione con le altre comunità limitrofe.
Individuare con esse e promuovere sinergici piani di sviluppo attraverso piani
par-ticolareggiati sovra comunali, capaci di rispondere a criteri e modalità di
sviluppo sostenibile e di si-stema. Se si fosse intrapresa una proficua
collaborazione di gestione delle funzioni fondamentali dei comuni, ed attivato
percorsi di concertazione con gli enti a noi vicini per storia e territorio,
forse oggi avremmo un ufficio tecnico consortile forte di più professionalità
capace di rispondere con qualità agli indirizzi ed obiettivi strategici. Tutto
ciò non è!!
Ad oggi
registriamo quanto sopra detto, e costatiamo che l’Esecutivo ha perso dopo
nemmeno un anno, dalla sua compagine, l’Assessore alla Cultura ed
all’Istruzione, quello che a noi sembrava il più aperto all’ascolto, quale
segnale evidente di un gruppo egemonizzato dal Sindaco.
E non è
giustificabile l’Assessore, che motiva l’uscita dall’esecutivo, per motivi
lavorativi. Le scelte fatte e la disponibilità messa in campo nei confronti dei
cittadini, il ruolo a Lui assegnato, andava onorato fino in fon-do. Ma ognuno
di noi ormai si è fatta un idea precisa di quel che è accaduto, e se anche in
un periodo come il nostro dove l’oblio di quel che ci accade è così rapido e
veloce, la memoria di poche righe scritte forse può rappresentare la
possibilità di non dimenticare.
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