sabato 16 maggio 2015

Centrale a biogas

Nel comune di Lonato del Garda, in localita Campagnoli, nella frazione di Castel Venzago, la ditta Valli Spa intende costruire una centrale a biogas. La centrale che verra' costruita sarà in grado di produrre 3 megawatt di energia elettrica, una delle più grandi del Nord Italia. Venuti a conoscenza del progetto alcuni cittadini hanno fondato il Comitato Campagnoli, che  si oppone alla realizzazione della centrale. Il comitato, in questi anni di attività, ha promosso una raccolta firme, trovando l'adesione di circa 9000 cittadini. Hanno espresso parere negativo anche le Amministrazioni Comunali di Lonato, Desenzano, Bedizzole, Castiglione, Calcinato, Padenghe, Medole, Solferino. Inoltre si  sono schierate contro anche associazioni di categoria o ambientaliste :Ass. Albergatori Desenzano, Coldiretti, Comitato Parco Colline Moreniche, Ass. Roverella, La Polada e molti partiti politici, Lega Nord, PD, Forza Italia, Sel, M5s. Ma nonostante tutto ciò, la Provincia di Brescia nei giorni scorsi ha dato parere favorevole. Per modificare questo parere, il Comitato Campagnoli, i comuni di Lonato e Desenzano, sono intenzionati a ricorre al TAR. Quali sono le ragioni del Comitato Campagnoli? Il Comitato sostiene che la centrale non si deve fare per motivi di carattere paesaggistico, ambientale, per la tutela della salute pubblica. Inoltre la centrale dovrebbe sorgere in prossimità di una falda acquifera poco profonda, solo 5 metri, in un luogo circondato da laghetti artificiali, che scaricano acqua nel fosso Redone. Non tutti sanno che il bio metano  è sì prodotto dalla digestione di fanghi di depurazione di provenienza civile o industriale ( quindi bio) , ma contiene  percentuali di anidride carbonica e gas serra. L'impianto, per come è stato dimensionato, necessiterebbe di un conferimento di fanghi, pari a 210.000 tonnellate annuo, che comporterebbe  un aumento del traffico di mezzi pesanti, in un'area già provata da un'arteria stradale molto trafficata. Siamo  favorevoli alla produzione di energia da fonti rinnovabili, ma per essere tali crediamo  che debbano avere una filiera corta o trattino prodotti che una volta esaurita la loro vita “energetica“ possano tornare ad essere fertilizzati efficaci, quindi affermiamo che l'area individuata non è la più idonea. Se la legge lo permetterà ,  non significa che sia giusto. Queste forme di impresa si insediano in un territorio che sempre di più lotta per difendere il proprio ambiente, la propria salute, una forma di economia e uno sviluppo diverso, come la vicenda della TAV ci ha insegnato.

Nessun commento:

Posta un commento